Anche il mondo della Birra ruota attorno alle mode e ai trend del momento.

Anni fa chiunque considerava la Birra tedesca come la migliore al mondo, poi si è passati alle Ale inglesi ed alle luppolatissime IPA e APA di produzione americana. Ed oggi qual’è la Birra più “fashion”?

Senza alcun dubbio stiamo assistendo all’esplosione delle Birre acide, di qualunque tipologia esse siano!

Facciamo una premessa: in realtà le Birre acide sono le più antiche tra tutti gli stili brassicoli e possono essere tranquillamente definite come le antenate della Birra che conosciamo oggi.

Lo stile “acido” per eccellenza è sicuramente quello delle Birre Lambic. Prodotte in una regione del Belgio, più precisamente in Pajottenland (dove pare ci sia una microflora nell’aria a dir poco miracolosa), le Lambic sono prodotte senza inoculare alcun tipo di lievito. Ci pensano i miracolosi microrganismi sia ad attivare la fermentazione che a conferire alla Birra un bouquet di aromi davvero unico.

Le Lambic si prestano inoltre all’aggiunta di frutta (come fragole o lamponi) che regala ulteriori note aromatiche alla Birra.

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Spostandoci verso la Germania, troviamo altri due stili di Birre acide: la Berliner Weisse, che viene spesso servita con aggiunta di sciroppo di lampone (che conferisce il tipico colore rosso acceso) e la più famosa Gose di Lipsia.

Questa Birra, come la precedente, viene arricchita con lattobacilli che contribuiscono alla fermentazione del mosto ed ha in più la caratteristica di essere “aromattizata” con sale o coriandolo, risultando sorprendentemente fresca e dissetante.

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E’ inoltre possibile produrre Birre acide utilizzando un metodo più consono alla maturazione del vino: il passaggio in botte. I microrganismi presenti all’interno dei tini riescono infatti ad attivare il processo di fermentazione della Birra, conferendole il tipico gusto acidulo ed arricchendola inoltre con note olfattive e sapori davvero unici.

Questa tecnica è utilizzata inizialmente negli Stati Uniti (infatti gli yankees impazziscono letteralmente per le loro Birre acide, chiamate “Sour Beers”) ma è soprattutto in Italia che ha trovato veri e propri picchi di eccellenza.

Il passaggio in botte esige inoltre la supervisione di un ottimo mastro birraio che deve essere capace di scegliere le botti giuste e il tipo di Birra adatto a questo tipo di fermentazione.

Tra le Birre invecchiate in botte prodotte in territorio italiano, senza dubbio il massimo esempio da cui prendere spunto è la “Mummia” del Birrificio Montegioco.

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Il super mastro birraio Riccardo Franzosi, grazie al suo unico ed inconfondibile “metodo cadrega” (ovvero siediti comodo e aspetta che tempo e microrganismi compiano il miracolo) ed alle grandi abilità brassicole acquisite in anni di esperienza, è riuscito ad ottenere una vera e propria eccellenza nell’ambito delle Birre acide.

Cos’altro aggiungere? Se volete uscire dagli schemi e provare ad immergervi in un nuovo panorama di gusti, le Birre acide sono quel che fa per voi!

Cheers!