Ti è mai capitato di bere una pinta di ottima birra artigianale in una situazione di stress fisico, come dopo una lunga sessione di corsa, una partita, una nuotata intensa? Forse non è capitato a tutti perchè il disagio potrebbe essere quello di sentirsi dare degli alcolizzati dalla popolazione circostante che ci vede scolarci una 0.75 di Tripel tutto d’un fiato. A me capita spesso invece, e posso assicurare che fa benissimo (magari non una Tripel, in effettti :D) e che ci si riesce a riprendere dallo sforzo in un tempo estramamente ridotto, recuperando tutte le energie.

A confermarlo è Luca Gatteschi, medico della Nazionale italiana di Calcio e consigliere della Società italiana nutrizione sport e benessere:

“Come per un atleta, le migliori prestazioni della birra si vedono anche sul fronte sportivo. Lontano dallo (esagerato… anche appena dopo lo… ndr) sforzo questa bevanda ha effetti positivi, e grazie alla minore quantità di zuccheri, al maggior contributo di magnesio, fosforo, calcio e complesso B, se limitata a una piccola quantità, la birra è anche più valida di un qualsiasi altro integratore energetico perché più completo”.

Gatteschi ha partecipato a febbraio al convegno ‘Birra e salute, birra e sport. Incontri possibili o impossibili?, al ‘Beer Attraction’ a Rimini promosso da Unionbirrai:

Questa bevanda può tranquillamente stare sulla tavola di una squadra di calcio anche durante i ritiri. Per i calciatori, o gli sportivi in generale, meglio quelle a bassa gradazione e artigianali. Una ‘Gose’ o una ‘Weiss’, ad esempio, dopo una partita di tennis, hanno lo stesso valore di un’aranciata. Basta che non si superino i 3-4 gradi alcolici. Le donne sono le più avvantaggiate: alcune ricerche avrebbero dimostrato una prestazione sportiva migliore il giorno dopo l’assunzione di birra. Uno studio pubblicato sull”International Journal of Sport Nutrition’ ha verificato che la reidratazione con birra e acqua non è inferiore a quella apportata con la sola acqua. In più le birre, soprattutto quelle artigianali e non filtrate, sono ricche di magnesio”.

Ma attenzione, anche se la gola è arsa:

“Bisogna sempre ricordare che si parla di una bevanda alcolica, ma ci sono studi che hanno evidenziato come un consumo moderato di birra può dare dei benefici a chi è diabetico o cardiopatico. Si parla in genere di un’unità alcolica per le donne e di due per gli uomini a giorno, ovvero una lattina o bottiglia di birra (330 ml) di media gradazione. Il segreto sta nei cereali e nel luppolo: quest’ultimo ha proprietà antiossidanti, ci sono alcuni lavoro scientifici che stanno monitorando l’effetto neuroprotettivo delle sostanze presenti nel luppolo”.

Insomma, dopo una bella escursione in montagna che c’è di meglio di una bella “bionda”?

fonte parziale contenuti: adnkronos